14 giugno 2013

Un'altra MAMMA in PROGRESS


Ciao a tutti e a tutte, sono Alessandra Colangeli, mamma di Marta, 2 anni e 7 mesi, e insegnante di scuola dell'infanzia. 
Aver avuto come esperienza pregressa lavorativa essere educatrice di nido e insegnate di scuola dell'infanzia poi, mi ha portato una serie di pregiudizi nei confronti dell'accudimento: mai dormire nel letto dei genitori, i bimbi devono sapere qual'è il loro posto, e ben chiari i confini tra il "noi genitori, che comandiamo e siamo coppia" e "tu bambino". Addirittura strillai a mia figlia di due giorni dentro alla culla, in ospedale. Non proprio strillato, ma ho usato il tono autorevole che uso in classe.. se ci ripenso... Ero spaventata, intontita dai dolori, mancanza di sonno e pressione alta da stress..

Torno a casa... Durante la gravidanza mi ero letta e sottolineata il libro di Tracy Hogg "il linguaggio segreto dei neonati", e anche lì si ribadiva il concetto che "il bambino deve avere il proprio posto", in stile Tata Lucia: addormentamento nella carrozzina, non al seno, ecc...

Qualche giorno dopo incomincio a leggere il libro della folgorazione... Dell' ideatrice del massaggio infantile, fondatrice Aimi, Vimala McLure, intitolato "Massaggio al bambino, Messaggio d'amore":

Una rivelazione!

Il contatto fisico come metodo di attivazione degli organi interni.. Come propulsore cognitivo, in quanto si va a stimolare il più grande organo di senso che abbiamo, la pelle, stimolando al tempo stesso la moltiplicazione di collegamenti neuronali.
Incomincio a massaggiarla due volte al giorno. Nel giro di una settimana e mezza finiscono le coliche! Un successo!
Il libro parlava di contatto, di relazione, di come il bambino si senta spaesato dopo aver passato nove mesi protetto dalla placenta.. E ha bisogno di risperimentare quelle sensazioni.
Così mi avvicinai al mondo del portare.. E con la fascia ad anelli abbiamo fatto passeggiate e scoperte, perché le facevo compiere esperienze sensoriali ( ad esempio nelle chiese le facevo toccare i diversi materiali, verbalizzando le diverse sensazioni.. "Questo é il marmo, senti come è freddo?")

La fascia mi aiutó con l'allattamento... A tre mesi, per un dolorosissimo dotto ostruito, mi era andato via il latte ad un seno... Mi ritornó a 7 mesi perché in quel periodo andavo in giro sempre con lei attaccata al seno, passeggiando nei boschi... Facendole sentire le ruvide corteccie, l'odore muschiato del sottobosco...

Per quanto riguarda gli stimoli cognitivi... Mi sono inizialmente avvicinata incuriosita al metodo Doman. Ero in contatto con una mamma che lo aveva applicato dai primi giorni, e sua figlia a 9 mesi e mezzo sapeva fare operazioni a due cifre, e leggere. Non nego di avere utilizzato le apps sui numeri.. Apparivano 5 palline e dicevo "cinque", le slide duravano un secondo.. Si dice che moltiplicano i neuroni. Mi sembrava di essere sempre in ritardo, e che ogni giorno fosse un giorno perso nella corsa all'intelligenza.
Poi rinsavii...
 
Ho iniziato a riflettere su cosa mi facesse sentire davvero felice: non certo ricordarmi il teorema di Pitagora o la situazione arabo-israeliana... ma le esperienze affettive quotidiane, le passeggiate con amici, conoscere posti, relazionarsi...
Così cominciai a rallentare. E a impegnarmi perché mi figlia sorridesse sempre. È una sfida.. Far coincidere i suoi tempi con quelli dell'asilo, del lavoro di noi genitori, del tempo della spesa, del dottore.. Sembra sempre tutto una corsa. È una sfida mantenere l'equilibrio tra le aspettative, i bisogni e i doveri di ciascuno di noi tre.
E la sfida continua...