28 aprile 2013

FIGLI RIBELLI O SOTTOMESSI: perché?

I figli ribelli e quelli sottomessi hanno in comune un genitore persecutore ovvero un genitore, assillante e prepotente, che non dà spiegazioni rispetto alle sue decisioni che sono insindacabili e categoriche. Il bambino, a questo punto, ha due possibilità sottomettersi alla volontà del genitore, senza porsi domande, oppure cercare di ribellarsi quando ritiene di subire delle ingiustizie ... l'unica differenza tra i due profili è che, mentre un bambino ribelle è cosciente delle sue potenzialità, quello sottomesso le ignora volutamente per non entrare in conflitto con il genitore ... ciò che li accomuna è la solitudine.
 
Io sono stata una bambina ribelle perché, fin dall'infanzia, ho dovuto lottare per affermare se stessa, la piccola di casa, che non aveva diritto di replica e doveva sottostare alle regole dettate da tutti. Se queste regole fossero state motivate in modo esauriente probabilmente non sarei diventata quella che sono... Un bambino che non accetta di sottostare alle regole è un bambino che non le ha comprese o le trova insensate e ingiuste, che si sente impotente, ma non accetta di esserlo.

Spesso accade che i genitori e i familiari si creino un'immagine mentale che non corrisponde a quella reale, ma è costruita "a tavolino". Questo ologramma mentale è talmente appetibile e verosimile, da togliere la volontà di un confronto reale... e il peggio è che tutti gli interventi educativi sono su misura del prototipo mentale, non del bambino reale, sul quale hanno un effetto devastante: il bambino non comprende il motivo di quegli interventi, delle decisioni prese per il suo "bene", senza che potesse parteciparvi, dire la sua... inizia a convincersi di non "esistere" per come è, ma per come lo vede la sua famiglia (si adegua e smette di "esplorarsi") oppure pretende di affermare il suo modo di essere e la sua volontà in ogni occasione (si ribella). La propensione verso la ribellione o la sottomissione dipende dalla presenza o meno di qualcuno che lo appoggia o difende i suoi interessi (genitore salvifico), dall'età del bambino (nel tempo, un bambino sottomesso può diventare ribelle o viceversa),  l'ambiente in cui vive il bambino (scuola, amici, altri familiari esterni al nucleo).
 
Ciò che può fare un genitore, per migliorare il rapporto con un figlio ribelle (la variante più "scomoda") o sottomesso (l'"ideale" educativo più radicato), è cercare di conoscerlo e apprezzarlo per come è,  eliminando completamente ogni pregiudizio dettato dal prototipo mentale... perché ogni bambino nasce con una propria personalità ed è una piccola persona completa, non un robot da programmare!