14 marzo 2013

SIDS & Sonno condiviso

sonno condiviso
Qualche settimana fa ho partecipato ad un corso sulle manovre di disostruzione delle vie aeree, tenuto dalla CROCE ROSSA. Il corso terminava con l'illustrazione delle linee guida anti SIDS. E' stato particolarmente interessante scoprire perché sia più sicuro far dormire il piccolo supino, piuttosto che prono, per evitare che inali eventuali rigurgiti (a prima vista potrebbe sembrare più rischioso, ma ci sono serie motivazioni anatomiche per cui non lo è).

Resta il fatto però che allattare a richiesta, senza condividere il letto può diventare molto stressante per la mamma (ma anche per il piccolo, che deve piangere per riavere il seno) che deve svegliarsi spesso durante la notte per allattare e, per sfinimento, passa all'aggiunta pre nanna "così dorme tutta la notte", passando poi gradualmente al latte artificiale "perché il latte finisce". Eppure allattare al seno è un fattore di protezione, soprattutto la suzione notturna ... per la quale, invece, viene consigliato l'uso del ciuccio, nonostante non sia molto compatibile con l'allattamento, dal momento che il lavoro che i bambini compiono sul ciuccio è faticoso, ma inutile, non stimolando la produzione di latte ... e loro si accorgono presto della differenza.

In fin dei conti, il ciuccio è un succedaneo del seno, non viceversa, come sostiene chi dice "sei il suo ciuccio umano". Se facessimo un salto indietro di qualche migliaio di anni, oppure osservassimo gli altri mammiferi, ci renderemmo conto che l'uso del ciuccio è innaturale e inutile (tranne nei bambini allattati artificialmente) perché i cuccioli di mammifero (anche quelli umani) allattati dalla mamma, dormono da sempre con lei, ma non necessariamente tra i genitori. Le due situazioni sono molto diverse e non vanno confuse: le linee guida "vietano" di far dormire il bambino tra i genitori, ma non con la mamma soltanto, perché una mamma che allatta non potrebbe mai prendere sonno profondamente, sia per motivi pratici, che ormonali (a meno che non faccia uso di psicofarmaci, una delle poche reali controindicazioni all'allattamento).

In pratica è sufficiente far dormire il bambino dal lato della madre, con lei al centro a fare da scudo ai movimenti inconsapevoli, derivanti dal sonno "semi comatoso" del padre, per evitare anche il rischio di soffocamento/schiacciamento, e montare una spondina, contro le cadute accidentali. Alla luce di queste considerazioni, non dovrebbe essere considerato rischioso favorire il sonno condiviso nei reparti di maternità,  tenendo conto di quanto questa pratica potrebbe essere d'aiuto nell'avviare l'allattamento materno.

C'è da dire comunque che esiste una predisposizione fisica alla SIDS dovuta ad un difetto della fisiologia cardiaca, per cui al di là dell'osservanza o meno di queste regole, la morte in culla potrebbe comunque verificarsi. Basterebbe inserire un ECG obbligatoria tra gli esami di routine dello screening neonatale, per valutare se il bambino corra maggiori rischi in questo senso.